2. II DOMENICA DI AVVENTO
Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?". Gesù rispose: "Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me". Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: "Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. Egli è colui, del quale sta scritto:
"Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero
che preparerà la tua via davanti a te."
(Matteo 11, 2-10)
AVVERTENZA - L'avvento è un tempo istituito dalla Chiesa per disporre i fedeli a celebrare bene la venuta di Nostro Signore in questo mondo e attirarlo nei loro cuori, in modo da vivere unicamente nel suo spirito. Ci è parso dunque opportuno che in questa e nelle domeniche successive ci applicassimo nell'orazione a preparare i nostri cuori per ricevere Nostro Signore, tanto più che i brani evangelici che si leggono in queste tre domeniche ne danno occasione e ci invitano a ricevere Nostro Signore e i suoi santi insegnamenti.
PREPARATE I VOSTRI CUORI E QUELLI DEGLI ALUNNI
A RICEVERE NOSTRO SIGNORE E I SUOI INSEGNAMENTI
1° PUNTO - Il Vangelo di questo giorno ci informa che san Giovanni Battista era stato imprigionato per ordine di Erode e che, dalla prigione, inviò due suoi discepoli per chiedere a Gesù se era il Messia. Questa circostanza diede a Gesù l'opportunità di fare, davanti al popolo, l'elogio del Battista e di concluderlo affermando che riguardava proprio lui quanto è stato scritto: Invio il mio angelo davanti a te che ti preparerà la strada su cui devi camminare.
Anche voi come s. Giovanni siete gli Angeli che Dio ha inviato per preparargli la via perché possa penetrare nel vostro cuore e in quello dei vostri alunni.
Dovete perciò fare due cose: rassomigliare agli Angeli nella purezza interiore ed esteriore; perché - come gli Angeli - anche voi dovete distaccarvi completamente dal corpo e dai piaceri dei sensi. Così sembrerà che in voi resta solo l'anima a cui dedicate tutte le vostre cure. Essa deve costituire l'unico scopo delle vostre occupazioni, perché Dio vuole che, come i suoi Angeli, vi occupiate del suo servizio e della cura delle anime. Bisogna inoltre che in voi - come dice san Paolo - l'uomo esteriore venga disfatto e si rinnovi giorno per giorno quello interiore. Dovete insomma diventare simili agli Angeli e, come essi, dice lo stesso apostolo, non dovete più considerare le cose visibili; perché sono temporanee e passano presto; quelle invisibili, invece, sono eterne e saranno eternamente l'oggetto dei nostri affetti.
2° PUNTO - Molto bello è l'elogio che Gesù rivolge a Giovanni e che leggiamo nel Vangelo di oggi. Gesù dice che il Battista viveva nel deserto e che non era una canna sbattuta dal vento, cioè che trascorreva la vita in continua penitenza. Aggiunge che non era vestito mollemente: Matteo difatti precisa che portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi. Gesù aggiunge che Giovanni non mangiava pane e non beveva vino, infatti il suo cibo erano locuste e miele selvatico, per cui Gesù conclude che non c'è stato profeta più grande di Giovanni Battista.
Perché credete che Gesù abbia fatto un elogio così sublime di san Giovanni? Fu per impegnare il popolo a seguire la sua dottrina per fargli capire che è vero quanto afferma dopo e cioè che il Battista era stato inviato da Dio per disporre i cuori a ricevere Gesù Cristo e a profittare del suo insegnamento. Difatti, egli che era il suo precursore, conduceva una vita ritirata, devota e penitente, e aveva cominciato con il fare ciò che intendeva insegnare agli altri. La prima cosa che fece fu quella di disporre il suo cuore a ricevere la pienezza dello Spirito di Dio per ben disporsi a compiere pienamente il suo ministero.
Se anche voi volete preparare i cuori degli altri alla venuta di Gesù Cristo, dovete prima ben disporre il vostro, riempiendolo di santo zelo. Renderete così più efficaci le vostre parole e chi vi ascolta le accoglierà più volentieri.
3° PUNTO - San Giovanni, dopo essersi preparato interiormente, predicò agli Ebrei per disporli a ricevere Gesù Cristo. Propose sei mezzi per disporli a preparare una bella strada per il felice ingresso di Gesù Cristo nel loro cuore. Dapprima chiese loro di avere orrore per il peccato e li rimproverò aspramente definendoli una razza di vipere. In secondo luogo, propose di temere il Giudizio finale, affermando che i loro peccati sarebbero stati esaminati accuratamente e giudicati con rigore: sfuggite all'ira imminente - diceva - ogni albero che non porta buon frutto sarà tagliato e buttato nel fuoco. In terzo luogo, per impegnarli a evitare il rigore di questo giudizio, li sollecitò a fare penitenza: fate degni frutti di penitenza. In quarto luogo chiese di non contentarsi di piangere e di espiare i propri peccati, ma di compiere anche buone azioni, mancando le quali, ogni penitenza sarebbe stata inutile, come fece loro capire con queste parole: ogni albero che non porta buon frutto sarà tagliato e buttato nel fuoco. In quinto luogo dichiarò che non bastava avere Abramo per padre, e che essi non avevano alcun diritto di gloriarsene, se non si comportavano come lui: E non cominciate a dire: abbiamo Abramo per padre.
Cercò infine di far loro capire che non potevano salvarsi - nonostante le buone azioni compiute - se non facevano bene il dovere proprio del loro stato e confacente alla loro condizione. È per questo motivo che ai ricchi vuol far capire che hanno l'obbligo di fare elemosina: che ai pubblicani dice: non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato, e ai soldati dice: contentatevi delle vostre paghe.
Prendete per voi queste raccomandazioni e seguitele con esattezza; fatele anche ai vostri alunni e aiuteteli a metterle in pratica.
Da "Meditazioni per le domeniche e feste"
di s. Jean-Baptiste De La Salle